• Japanissimo Staff

Viaggio nell' Echi-"Zen"


"Kara-mon", una delle porte dell' Eiheiji.

Se ad un turista straniero, amante del Giappone e pronto ad intraprendere un viaggio nel paese del sol levante, venisse chiesto dove si trovi la prefettura di Fukui, egli non saprebbe come rispondere. Non c’è, tuttavia, nulla di cui sorprendersi. A parte qualche sporadica visita al museo dei dinosauri (a Fukui ci sono stati i maggiori ritrovamenti di dinosauri di tutto il Giappone) in nessun itinerario che troverete su internet, o che vi verrà proposto da qualsiasi tour operator, è incluso uno stop in questa zona. Neanche uno di poche ore. Tuttavia, questo luogo apparentemente ignorato dai flussi turistici stranieri, non è estraneo al passaggio degli stessi. La prefettura di Fukui (anche detta "Echizen", dal vecchio nome che la zona aveva prima del periodo Edo, ovvero fino al 1603 D.C.), è una di quelle attraversate dai turisti nel loro abituale percorso che prevede partenza da Tokyo, cambio a Nagoya, visita a Takayama, Shirakawa-go, Kanazawa, e spostamento da Kanazawa a Kyoto. Ed è proprio durante il transfer da Kanazawa a Kyoto che i viaggiatori transitano attraverso la prefettura di Fukui. Transitano, ma non si fermano. Eppure, Fukui è, invece, molto conosciuta fra i Giapponesi stessi. Questo perché molto del bagaglio culturale e storico del Giappone è collegato in qualche modo a questa zona. Ad esempio a Fukui sono localizzate oltre l’80% delle aziende produttrici di washi (tipo di carta giapponese, usata anche per le banconote), e uno dei produttori più famosi di Sakè giapponese (Kokuryu) ha sede nella zona Eiheiji, proprio nella prefettura di Fukui. Tuttavia proprio il tempio Eiheiji, tempio Buddhista della scuola Soto fatto costruire dal fondatore della scuola stessa Dogen e che ha, come principio cardine, la meditazione Zen, è oggetto di pellegrinaggio sia turistico che religioso da ogni area del Giappone.


Panorama del fiume Kuzuryu visto dalla diga Naruka-Ozeki

Durante il soggiorno nella prefettura, il turista ha la possibilità di visitare aziende produttrici locali di Shoyu (salsa di soia), Miso, Sakè, Warosoku (candele di cera in stile giapponese), e poi ancora produttori di mobili di legno in stile giapponese. Si può godere della natura e dei paesaggi della zona con un tour in bicicletta, e soprattutto del buon cibo servito nelle varie zone visitate, a partire dal Kaiseki Ryori (una cena in stile tradizionale giapponese dove vengono servite più pietanze separatamente) che si può assaggiare nelle varie Ryokan (albergo in stile giapponese) durante i pernottamenti, passando per un pranzo con portate fatte interamente a base di Tofu preparato e cucinato in vari modi, fino ad provare la cucina estremamente vegana che viene servita all’ Hakujukan, una struttura ricettiva associata al monastero Buddhista Eiheiji. Infine, è possibile sperimentare la meditazione Zazen (meditazione Zen in posizione seduta), o assistitere al Choka (cerimonia di preghiera mattutina del monastero), con la sveglia puntata alle tre e mezzo del mattino. Queste ultime due esperienze, in particolar modo, sarà per la loro peculiarità, sarà per la misticità che aleggia durante la cerimonia, sono spesso quelle che restano nella mente del viaggiatore a lungo, anche dopo il rientro a casa. Ma se a prima vista sembra un itinerario affascinante, che ha un certo impatto sul visitatore, la domanda sorge spontanea. Perché questa non è una meta molto più gettonata dai turisti stranieri?


Udatsu Paper and Craft Museum

Uno dei motivi, se non l’unico, potrebbe essere il difficile accesso alla provincia. A differenza di Kyoto o Kanazawa, non c’è un collegamento diretto alla città di Fukui da Tokyo. Per arrivarci, c’è bisogno di cambiare treno a Kanazawa (nel caso si utilizzi Hokuriku Shinkansen) o Maibara (nel caso si utilizzi Tokaido Shinkansen). Maibara, inoltre, non è una stazione principale, e molto spesso vi ci fermano solo i Kodama Shinkansen (quelli che fanno tutte le fermate) e alcuni Hikari Shinkansen. Che si utilizzi l’una o l’altra linea di Shinkansen, ci si impiega intorno alle quattro ore e mezzo (incluso i tempi di attesa per il cambio treno) per arrivarci da Tokyo. Fortunatamente, questa “inaccessibilità” di Fukui verrà risolta a partire dal 2024, quando avverrà l’inaugurazione del prolungamento della linea Hokuriku Shinkansen fino alla città di Suruga (e successivamente col congiungimento alla Tokaido Shinkansen presso Maibara), creando quindi un accesso diretto alla zona, raggiungibile in sole 3 ore, contro le 4 e mezzo attuali.

La prefettura di Fukui è una di quelle che meritano di essere visitate, specialmente se si è interessati all’aspetto storico-culturale del Giappone. Certo, Kyoto si trova a circa un ora e mezzo in treno rapido, tuttavia, una visita al tempio Eiheiji, accompagnata, magari, da un’esperienza particolare come la meditazione zen o la cerimonia di preghiera mattutina, non sono da meno di una visita al Kiyomizu-dera. Uno dei consigli è quello è di inserire un giorno, o anche un pernottamento, nel vostro travel plan da trascorrere in questa regione dagli stupendi paesaggi naturali e dalla storia centenaria, anche se ciò significasse sottrarne uno ad esempio, a Tokyo. Ne risulterà un viaggio molto più caratterizzato e più denso in termini di emozioni, che rimarranno nell’animo del viaggiatore per molto, molto tempo.


Luoghi come Fukui meritano di essere visitati, ed è proprio per questo che noi di Japanissimo offriamo, fra i nostri itinerari, tour anche in questa splendida zona del Giappone, personalizzabili a seconda delle esigenze del viaggiatore.



0 commenti