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La quiete "dentro" la tempesta: Shinjuku e lo Shinjuku Gyoen

Qual è la prima cosa a cui si pensa quando si sente parlare di Shinjuku? In genere, la mente si sofferma sul palazzo governativo oppure su Kabuki-cho, o ancora Golden Gai, sulle vie illuminate dai neon, sull'agglomerato di grattacieli, sedi di centinaia e centinaia di aziende. Questa è l'immagine collettiva, che appartiene anche al popolo giapponese stesso, non solo ai visitatori provenienti da altri paesi, di questa città. Shinjuku è la città del business, e la stazione, che nella sua parte sotterranea si estende quasi quanto tutto il centro, è famosa per essere quella con il più alto traffico giornaliero di passeggeri in tutto il Giappone, più della stazione di Tokyo. Shinjuku è la città dalle mille contraddizioni, con un lato "operaio" presente nelle ore diurne, che convive con l'altro lato, quello goliardico, del divertimento, che viene fuori man mano che il sole tramonta e le luci di Kabuki-cho e dei baretti di Golden Gai si accendono. Ma se vi venisse detto che all'interno di questa città cosi frenetica si trova un luogo che, nonostante la sua centralità, sembra non essere neanche sfiorato da questo caos? Ebbene questo luogo esiste sul serio. Stiamo parlando dello Shinjuku Gyoen National Garden.



Il primo impatto del visitatore, sia esso giapponese o un turista proveniente da un altro paese, è pressoché identico. Ci si ritrova, d'improvviso, catapultati all'interno di un enorme parco, circondati da alberi di varie specie, comprendenti circa 1500 alberi di ciliegio e numerosi fra cedri himalayani, alberi di tulipano, cipressi e platani; fra giardini in stile giapponese o alla francese e distese di prati inglesi. Il contrasto fra la realtà all'interno del parco e quella esterna è così forte che il visitatore, quasi senza pensarci sù, si chiede se veramente ci si trovi al centro di Shinjuku. Proprio per questa sua caratteristica, esso viene spesso accomunato al Central Park della città di New York.



Lo Shinjuku Gyoen si estende per poco più di 58 ettari in un'area dalla circonferenza di 3.5 chilometri, ed è, come accennato in precedenza, un misto di tre stili diversi: giardino classico alla francese, prati in stile inglese e giardino tradizionale giapponese. All'interno del parco vi è una serra che ospita circa 1700 tipi di piante tropicali e sub-tropicali. Sono presenti anche vari luoghi di ristoro, dove poter acquistare souvenir o wagashi (dolci tipici giapponesi), magari da gustare mentre, seduti all'interno di piccole capanne fatte in legno (un tempo utilizzate per tea party) o di case da tè, ci si immerge nella vista stupenda che offrono i laghi attraversati da ponti in stile giapponese.



Il parco nasce come residenza cittadina del clan Naito, il cui esponente era un signore feudale di una provincia che si trovava all'interno della regione di Shinanokuni (l'odierna Nagano) durante il periodo Edo (1603-1867). Nel 1872 venne convertita a giardino botanico, e successivamente trasferita sotto il controllo della famiglia imperiale, la quale era solita ospitare ricevimenti ed eventi, specialmente durante il periodo dell' Hanami (periodo della fioritura dei ciliegi). Il parco fu distrutto durante la seconda guerra mondiale e successivamente ricostruito, venendo riaperto nel 1949 come parco pubblico. Ancora oggi, i giapponesi, ma anche i turisti dall'estero, sono soliti godere della natura che il parco offre in tutte e quattro le stagioni, dai ciliegi in fiore di primavera al panorama verdeggiante estivo, per finire con le foglie rosse e gialle autunnali e il contrasto tra cielo terso e prato dall'erba imbrunita tipico della stagione invernale. Sullo sfondo, è possibile scorgere elementi caratteristici della città e della modernità, come la Docomo Tower, quasi come per rimarcare, ancora una volta, che il luogo che si sta visitando è un piccolo angolo di paradiso all'interno del caos cittadino.



Legato alla storia del Shinjuku Gyoen è un tipo di spezia: il Naito Togarashi (peperoncino Naito). Era un tipo di peperoncino coltivato dal clan Naito all'interno della sua residenza (l'attuale Shinjuku Gyoen). All'inizio del periodo Edo la zona di Shinjuku era prevalentemente agricola, tuttavia conobbe una rapida crescita intorno al diciassettesimo secolo. Il consumo di riso bianco a discapito di quello integrale, tuttavia, comportò nella popolazione dell'epoca una carenza da vitamina B1, tanto che lo shogunato ordinò la coltivazione di vari tipi di verdure tutt'intorno la città. Fra queste vi era, appunto, il Naito Togarashi, che era uno degli ingredienti preferiti nell'accompagnare i piatti di Soba (spaghetti di grano saraceno). Col passar del tempo, tuttavia, l'utilizzo di questo peperoncino è andato perso, e solo ultimamente la sua coltivazione è stata ripresa grazie al lavoro di molte associazioni locali. Oiwake dango, negozio molto famoso a Tokyo specializzato in dango (un tipico dolcetto giapponese), ha nel suo assortimento di gusti fra cui poter scegliere proprio il "Naito Togarashi". Per quanto un dolce al peperoncino possa sembrare bizzarro, acquistarlo per poi gustarlo all'interno del parco è una delle esperienze che possono essere nel visitare lo Shinjuku Gyoen.



Quando il ritmo della giornata è frenetico e lo stress derivante da una settimana intensa di lavoro si fa sempre più pesante, gli abitanti di Shinjuku sanno sempre che c'è un luogo dove possono smaltire le tossine accumulate e ristabilire il proprio equilibrio interiore: lo Shinjuku Gyoen, quell'angolo di quiete circondato dalla modernità.


Il parco può essere raggiunto a piedi dalla stazione di Shinjuku ( 9 minuti dall'uscita sud) oppure a piedi dalla stazione Shinjuku Gyoemmae della linea Marunouchi (4 minuti).

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