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Aggiornamento: Il Giappone e la variante Omicron

Salve a tutti da parte di Japanissimo!

Già durante l'anno scorso abbiamo iniziato ad aggiornare il nostro blog con alcuni articoli dedicati a luoghi che vale la pena visitare una volta in Giappone. Oggi, invece, vi proponiamo una panoramica delle notizie più recenti in merito alla situazione pandemica nel paese del sol levante.


Con l’inizio del nuovo anno (in realtà anche già dall’ultima settimana del 2021) il numero giornaliero di contagi da Covid aumenta di giorno in giorno, a tal punto da avvicinarsi ai livelli registrati durante la quinta ondata dell’estate scorsa. Solo nella giornata di Mercoledì 12 Gennaio sono stati registrati 13244 casi a livello nazionale, con un aumento di positivi giornaliero di 53 volte rispetto a 20 giorni fa. Inoltre, vi è un rischio concreto di un blocco delle infrastrutture sociali a causa del conseguente aumento dei contatti stretti di persone positive al Covid, e per questo, specialmente fra gli operatori sanitari, molti di loro che dovrebbero essere in isolamento sono costretti dalle circostanze a prestare servizio.



In questo contesto il primo ministro Fumio Kishida ha annunciato il rinnovo delle attuali misure alla frontiera, che prevedono di norma il blocco dei nuovi ingressi di cittadini stranieri, fino alla fine di Febbraio 2022. I residenti in Giappone che rientrano dall’estero, invece, devono osservare 14 giorni di isolamento, in genere presso le proprie abitazioni. Di questi, coloro che provengono da paesi in cui è stata rilevata la presenza della variante omicron sono soggetti ad un periodo di isolamento obbligatorio che va da 3 a 10 giorni presso strutture identificate dal governo. Fra i più penalizzati da queste misure sono le aziende turistiche e conseguente indotto che operano con il turismo in-coming, le aziende che basano la propria produzione sulla manodopera proveniente dal sud-est asiatico (come le aziende agricole) e gli istituti scolastici e università che hanno negli studenti stranieri un’importante fonte di sostegno economico. Emblematica, ad esempio, è la situazione degli studenti stranieri, la quasi totalità dei quali ha pagato somme di denaro, magari messe da parte lavorando part time, per ritrovarsi a seguire lezioni a distanza da casa propria, senza avere l’opportunità di assaporare di persona l’atmosfera e la cultura giapponese.



L’esplosione dei contagi ha comportato nelle prefetture di Okinawa, Hiroshima e Yamaguchi, l’attivazione delle misure di semi-emergenza. Emblematico è il caso di Okinawa, dove sono stati toccati i 1759 casi l’8 Gennaio scorso, mentre il massimo dei contagi durante la quinta ondata estiva si era attestato su 809. Secondo le fonti locali, questo boom di contagi sembra aver avuto origine da una delle basi americane presenti sull’isola, dove, già dalla fine del mese di Novembre, era in atto un cluster. A causa di accordi fra il governo giapponese e quello americano, i soldati delle basi americane sono esenti dall’isolamento obbligatorio all’ingresso del paese, e si pensa che proprio la mancanza di quarantena abbia causato l’esplosione di contagi nella prefettura. Questo episodio, se non gestito in maniera delicata dal governo, potrebbe portare ad un peggioramento dei rapporti, già non idilliaci, tra gli abitanti di Okinawa e le forze statunitensi.


 Argomento vaccino: la percentuale di popolazione che ha ultimato il ciclo vaccinale di due dosi si attesta al 79%. Il governo ha intenzione di anticipare l’inizio della somministrazione della terza dose booster rispetto a quanto precedentemente stabilito, così come verrà anticipato l’inizio delle vaccinazioni di coloro che hanno meno di 12 anni, che fino ad oggi erano esenti dall’inoculazione. Di norma, il richiamo per la dose booster avverrà dopo 8 mesi dalla fine del ciclo vaccinale di due dosi.


 Le ultime ricerche sulla variante Omicron condotte ad Okinawa evidenziano come più del 90% dei contagiati manifestino sintomi lievi o siano completamente asintomatici, in linea con gli studi europei e americani. Lo stesso premier Kishida ha ammesso, durante la conferenza stampa nella quale comunicava l’estensione delle misure alla frontiera fino alla fine di Febbraio, che una volta superato il picco di contagi, sulla base della minore virulenza di questa variante, ci potrebbero essere degli allentamenti di queste restrizioni, in particolar modo nei confronti degli studenti stranieri e dei lavoratori.

 


Anche la quotidianità della popolazione giapponese sembra, al momento, non risentire di quest’impennata di contagi. Durante le festività di fine e inizio anno, nonché durante il ponte festivo dell’8-9-10 Gennaio, tantissimi Giapponesi hanno viaggiato in tutto il paese. Anche i ristoranti sono pieni e, come sempre, molti rispettano le misure basilari anti Covid, come mascherina, disinfettazione regolare delle mani e distanziamento. Tutto ciò, unito ad un’alta percentuale di vaccinati e alle ultime ricerche sulla nuova variante, fa sì che non vi sia un’eccessiva preoccupazione rispetto ad Omicron da parte della popolazione. Nei vari programmi di informazione televisivi sempre più spesso si parla di una fine prossima della pandemia e lo stesso ex primo ministro Shinzo Abe ha commentato che, sulla base della situazione attuale giapponese, sia giunto il momento di considerare il Covid non più un virus di tipo 2 (equiparato, per fare un esempio, all’Ebola) ma di tipo 5, ovvero dello stesso livello di un’influenza stagionale. Tutti questi fattori ci fanno ben sperare che, ovviamente non ancora nei numeri elevatissimi che vi erano prima del Covid, dal periodo Pasquale possa esserci finalmente un ritorno del flusso viaggiatori verso il Giappone.

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